Andare in pensione per molti vuol dire voltare pagina, a volte con qualche rimpianto, ma sicuramente con una nuova vita da riorganizzare. Per Lorena Fiorini ha significato lasciare la sua famiglia adottiva, la Rai, e riempire il vuoto coltivando una grande passione: la scrittura.

Cosa vuol dire scrivere per te?

La scrittura semplicemente ha cambiato la mia vita. Prima timidamente, poi sempre con maggior forza. Il battesimo è avvenuto con un racconto dedicato a una collega, un’amica che ci ha lasciato, Enza Masella, pubblicato proprio su Raisenior, La zuppa di pesce.  Era iniziata l’avventura, avventura che è proseguita con la pubblicazione di due libricini, uno per la Camera di Commercio di Roma e l’altro per il ristorante Alfredo alla Scrofa, venti racconti, tutti e venti legati a una ricetta.

 

Chi ti ha indirizzato verso la scrittura?

Tutto è cominciato con un corso di scrittura tenuto dallo scrittore Stanislao Nievo. La mia amica e collega Anna Maria Artini me ne aveva parlato e insieme abbiamo deciso di assistere alle sue lezioni. Finito il corso, dopo aver scritto un lungo racconto epistolare, cerco Nievo e gli chiedo di darmi lezioni di scrittura intorno alle lettere. Due anni è durato il lavoro: asciugare, riscrivere, correggere. É rimasto 10 anni nel cassetto con ripensamenti, rimaneggiamenti, fino alla pubblicazione del romanzo Smarrimento d’amore, per Gianni Gremese, New Books.


Un romanzo d’amore dedicato alle donne?

Non solo. La protagonista, Giulia, vive una vita fatta di famiglia e lavoro, fino al giorno in cui qualcosa la mette in discussione, la fa uscire allo scoperto in un viaggio che non è solo un viaggio fisico, ma un viaggio dell’anima. É la storia di una donna alle prese con la vita e i sentimenti, una storia nella quale ogni lettrice potrà ritrovare un po’ di se stessa, e ogni lettore potrà cercare la propria donna non solo per amarla, ma anche per capirla.

Questo romanzo è stato l’avvio di una rinascita. Dopo sono arrivati altri libri…

Si, Vita in campagna, pubblicato da Agra Editrice per la Regione Lazio, oggi rivisitato e diventato Terra di Toscana, pubblicato da Maria Pacini Fazzi Editore. È stato il libro più letto nello scaffale toscano della Coop durante le ultime feste. Il libro fa pensare a una vecchia cucina dove si raccontano storie, ricette, sapori della mia terra con i miei ricordi e quelli della mia famiglia, dove il passato continua a intrecciarsi al presente e a parlarci dei tempi che furono. Preservare le tradizioni, salvaguardare la memoria, per ritrovare il sorriso che fa bene al cuore.

E proprio l’amore per le tue origini ti ha spinto a raccontare un’altra storia

É con questo spirito che è nato Betty, sono Bruno. Il libro, pubblicato da Maria Pacini Fazzi e l’audiolibro, realizzato da Verba Volant per Canale Tre, raccontano la storia di un uomo, Bruno Fiorini, un padre molto amato, che si apre alla figlia in un dialogo senza veli che abbraccia gli ultimi novant’anni, quasi un secolo di vita e di storia. Una storia dedicata a quell’Italia che ha lottato, ha vissuto la guerra, la prigionia, ha ricostruito il Paese, ha messo al centro della propria esistenza figli e nipoti. Un libro, ricco di documenti, riferimenti storici e foto, nel quale si aprono scenari mai conosciuti, dona un quadro della realtà che fa capire scelte e risvolti di una vita. Il libro ha potuto contare sulla collaborazione dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, della Croce Rossa italiana e ancora dell’Ufficio Segreto del Vaticano, Corpo Forestale dello Stato, dei Comuni di Pratovecchio e Stia. Le porte e gli archivi delle istituzioni si sono aperti per accogliere una storia che fa parte della storia di un Paese. Purtroppo, il nostro grande nonno ha potuto lavorare con me fino alle ultime correzioni, poi è andato via, si è allontanato un po’. Possiamo riandare lì per ritrovare il nostro mondo, possiamo ogni tanto ritornare ad accarezzare il ricordo.

E proprio nel ricordo si inserisce un altro libro

Stiamo parlando del libro per la Fondazione Alessandra Bisceglia W ALE La forza di un sorriso. Stefano Pozzaglia ha curato la linea grafica, io ho curato l’editing. Il libro ha voluto dare spazio alla storia di Alessandra, giornalista e autrice televisiva, e a tutte le persone che hanno con lei interagito nella sua intensa se pur breve vita. La Fondazione ha come finalità lo studio e la ricerca nel campo delle malattie vascolari in campo pediatrico.

Insomma, la fine della tua lunga collaborazione con la Rai è stato l’inizio di un altro lavoro che porterà sugli scaffali, contemporaneamente, più di un libro.

Si, è così. La vita è proprio un romanzo! Una delle ultime piacevoli fatiche è il libro su Il peperoncino pubblicato nei Grandi Manuali Newton Compton e arrivato, insieme a me, alla fiera del libro di Torino con la sua carica di consigli, ricette, più di 500, qualità e virtù. Rimedio naturale, con una storia che nasce lontano, viene usato nelle diete, attenua malesseri, cura la bellezza, è considerato un portafortuna che porta un sorriso, un elisir d’amore ed erotismo.  É la spezia rossa e piccante più diffusa nel mondo, in cucina non conosce limiti: dagli antipasti, ai primi, ai secondi, dolci, liquori, sottaceti… La presentazione a Rieti, nell’ambito della Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino, ha avuto come promotore il Consigliere d’Amministrazione Guglielmo Rositani, fondatore e Presidente dell’Accademia reatina del peperoncino. Come vedi le pubblicazioni, a volte, mi riportano il contatto con l’Azienda amata e in situazioni ben diverse rispetto al passato.

 

L’ultimo nato?

Sempre per I grandi manuali Newton Compton è giunto in libreria Il grande libro del pane, un viaggio alla scoperta dei numerosi tipi di pane che affondano le radici nella tradizione italiana, un libro per raccontare come preparare il pane, dai preliminari alla conservazione, ai diversi modi di panificare e lievitare, da quelli più antichi alle tecniche moderne e innovative. E poi, un lungo indice di ricette che hanno nel pane l’ingrediente principale.  Un libro condito di proverbi, modi di dire, poesie, filastrocche, letteratura, Bibbia, Vangelo, curiosità, il tutto per ricondurre il pane agli onori che merita, al centro della storia dell’umanità.

 

C’è un progetto a cui sei particolarmente legata?

Si, i corsi di scrittura. Prima ne facevo parte come alunna, ora come docente. E da qui nasce la collana on demand Scrivi la tua storia. L’esperienza mi ha consentito di donare, spostare sugli altri quello che ho appreso, goderne. La scrittura ha finito per riempire i vuoti e le pagine, ha allontanato la solitudine, mi ha aiutato a navigare con passo tranquillo nelle vicissitudini della vita. Sono certa che mi aiuterà ad accettare un dolore grande, l’assenza di qualcuno che mi ha fatto vivere il primo lungo anno da pensionata in modo complicato, doloroso e bello al tempo stesso.

 

Quali gli altri progetti nel cassetto?

Una commedia, Inventarsi nuovi, un altro libro di ricette, una proposta legata a storie del nostro tempo…

Che cosa è stata per te la scrittura?

La proiezione in un altro mondo, l’allontanamento dal quotidiano, spalancare le porte alla fantasia, trovare il mio nome da qualche parte. Non dimenticare che ho fatto tutta la vita un lavoro amministrativo…

Molti ti chiedono: Ma, la nonna quando ti decidi a farla?

Risposta: Quando mia figlia si deciderà a darmi un nipote… Per ora scrivo e aspetto!