Scrivi la tua storia ha proposto un evento per ritornare a quella grotta, alla semplicità, all’essenzialità. Un evento per  ritrovare il  valore profondo del Natale, un Natale che non deve vivere solo di corse affannose alla ricerca di regali costosi, non deve vivere  per mettere in tavola l’opulenza, ma ricrearsi nella tenerezza, nel  rispetto verso se stessi e verso gli altri.

Un incontro per darci coraggio, per regalarci la speranza, il calore per vivere l’amicizia come merita, l’amore per vivere gli affetti nella pienezza. Un invito a guardare chi ci vive accanto, chi cammina con noi come l’altra parte di noi, qualcosa di prezioso e che non va disperso, qualcosa da tenere stretto al cuore.

Il “nostro” Natale, un po’ più povero, ma profondamente più ricco,  ha recuperato l’allegria nelle piccole cose, nella convivialità semplice e preziosa di un mondo ritrovato, mai messo da parte del tutto. Da vivere con dignità, che lasci spazio a chi soffre, a chi vive di niente, a chi cerca disperatamente di farcela.

Scrivi la tua storia si è ritagliata uno spazio al Teatro Agorà per raccogliere il pensiero dei soci e degli amici sul Natale.

L’avvio è stato dato da Lorena Fiorini, Presidente dell’Associazione Culturale. E’ stata  l’occasione per ringraziare i presenti con i quali ha ripercorso un anno straordinario all’insegna della memoria e della scrittura, un anno  concluso con la cerimonia di premiazione delle scrittrici partecipanti  alla prima edizione del Premio letterario “Donne tra ricordi e futuro”.

Dal canto suo, la vice residente Cristina Scalese ha sottolineato come la scrittura sia una grande risorsa per l’individuo, un mezzo impareggiabile di comunicazione interpersonale, un prendersi cura di se stessi.

Sono poi intervenuti i relatori coordinati dalla sensibilità della giornalista Alba Stella Maffei Paioletti la quale ha dedicato ad ognuno un’attenzione particolare.

Ha iniziato la sociologa Suor Maria degli Angeli, che partendo da un’immaginaria lettera di Gesù, ha accentrato il suo intervento sull’amore da lui portato agli uomini.

L’intervento di Donata Robiolio Bose, già addetto consolare a Gerusalemme, ci ha trasportato in Terra Santa dove i cristiani vivono la propria fede tra mille difficoltà.

Dalisca, un’artista,  ha presentato un proprio video e introdotto sul presepe e sul suo significato.

Diverso l’intervento del Prof Giuseppe Noviello che ha ricordato l’esperienza sul Natale vissuto a contatto con le donne della sua famiglia.

Mirella Saulini ha ricordato come il Natale sia una festa religiosa e come tale vada considerata dai religiosi e non.

Per finire la convivialità. E’ stata, ancora una volta, l’elemento di unione tra persone felici di esserci che con i loro doni hanno dato un segno tangibile. I presenti,  usciti dal frastuono di una città in alcuni punti impazzita di traffico, si sono regalati un momento di unione e di quiete per dare un significato diverso al Natale.

 

Lorena Fiorini

RIPENSIAMO IL NATALE